Dal 2019

I modelli di produzione inglese


Lo stabilimento di Slough in Gran Bretagna era il più grande tra quelli creati da Citroën in tutta Europa e dal 1925, anno di fondazione, attuò l’assemblaggio dei veicoli destinati non solo al mercato domestico ma anche a tutti i paesi dell’Impero.

Inizialmente le Traction assemblate a Slough erano semplicemente scocche nude provenienti dalla Francia che erano poi verniciate e completate a livello di rifiniture con l’utilizzo di componentistica locale e la predisposizione della guida a destra.

In seguito si passò a una vera e propria produzione, con importazione di tutte le lamiere già prestampate a Quai de Javel e destinate a essere saldate e assemblate a Slough, dove si attuava anche la verniciatura, il montaggio degli accessori e l’allestimento dell’abitacolo.

I punti principali di differenziazione delle Traction inglesi erano sostanzialmente relativi all’apparato elettrico da 12 volt con equipaggiamento d’illuminazione marca Lucas, allestimento dell’abitacolo totalmente in pelle, plancia di legno con strumentazione Jaeger o Smiths, tettuccio apribile e ovviamente guida a destra con leva del cambio a sinistra.

I cerchi delle ruote, montati dal 1934 al 1939, erano quelli francesi modello Stop e Pilote, per passare in seguito dal 1946 al 1955 agli inglesi marca Rubery-Owen.

Meccanicamente, il motore era quello d’importazione francese, e la designazione riservata alle vetture inglesi, pur facendo sempre riferimento alla cilindrata, non si traduceva in CV fiscali come in Francia, bensì in CV vapore (HP), pertanto alla 7 CV francese corrispondevano circa 12 HP e di qui la designazione TWELVE, mentre alla 11 CV corrispondevano 15 HP e quindi la designazione FIFTEEN.

Le versioni Legérè e Normale della 11 CV vennero rispettivamente tradotte in LIGHT FIFTEEN e BIG FIFTEEN e mentre il termine ROADSTER rimase ovviamente tale, la Faux Cabriolet assunse il nome FIXED HEAD COUPE’, e la versione a passo lungo Familiale fu chiamata BIG FIFTEEN SEVEN SEATER.

L’equazione  CV fiscali/vapore non venne adottata per la 15 SIX a sei cilindri che assunse la designazione BIG SIX dal 1939 al 1940 e più semplicemente SIX/SIX Cylinder dal 1948 al 1955.

TWELVE (7A – 7C) – FIFTEEN (11 normale e légère)

La prima vettura inserita nel catalogo inglese nel settembre 1934 con il nome di Super Modern Twelve montava il motore di 1303 cc della 7 A, in seguito senza aver mai utilizzato il motore intermedio di 1529 cc della 7 B francese, fu adottato il motore della 7 C di 1628 cc. ed oltre alla berlina furono proposte le due versioni sportive Roadster e Fixed Head Coupé.

In questo momento la Twelve non si discostava più di tanto dalla 7 francese, se non per i paraurti leggermente sagomati a forma di V, i fari di foggia diversa, piccole luci di posizione sui parafanghi, frecce di direzione a bacchetta sui montanti centrali tra le portiere. Anche all’interno la plancia e il quadro strumenti erano uguali alla francese, mentre la tappezzeria in pelle era di qualità superiore.

Dopo pochi mesi dal lancio della Twelve, entrò in catalogo anche la Super Modern Fifteen, omologa inglese della 11 tipo Normale, e la Super Modern Sport Twelve che era il tipo 11 légère e dalla fine del 1936 tutte le vetture prodotte a Slough iniziarono a seguire a livello estetico e funzionale un loro corso più specifico.
I paraurti assunsero una forma rettilinea a lama piatta, sulla Twelve furono adottati nuovi cerchi ruota marca Michelin provvisti di 15 piccoli fori rotondi, e fece la comparsa la plancia in legno, nella quale erano incassati gli strumenti circolari.

Nel 1937 furono abolite le griglie sui parafanghi che mascheravano i klaxons, da quel momento fissati definitivamente sul blocco cambio, e sulla Twelve fu adottato il tetto interamente metallico.
In genere lo schema di verniciatura prevalente era quello bicolore con i parafanghi neri ma in opzione era disponibile anche la verniciatura monocromatica, mentre i colori della tappezzeria e delle finiture erano comunemente raccordati a quelli della carrozzeria.

Nel 1938 la Super Modern Sport Twelve (11 légère) assunse in modo definitivo il nome di Light Fifteen, e la Super Modern Fifteen (11 normale) cambiò il nome in Big Fifteen e come in Francia tutti i modelli furono dotati di cerchi ruota Michelin Pilote.

Nel dopoguerra rimase in produzione solo la Light Fifteen con alcuni aggiornamenti di carattere estetico alla plancia di bordo ed alle finiture interne, mentre si sostituirono definitivamente i cerchi Pilote con gli inglesi Rubery Owen tipo Easy Clean con 14 fori di ventilazione ma nel 1952 ricomparve il modello Big Fifteen, e su tutti i modelli fu introdotta la malle bombee.

BIG SIX (15 SIX)

Il modello a sei cilindri fu identificato come Big Six e andò a coprire la posizione alto di gamma, tanto più nella lussuosa configurazione così detta Grand Luxe.

Quest’allestimento prevedeva fari Lucas molto grandi in accoppiata ad altrettanto enormi proiettori fendinebbia, trombe cromate a chiocciola poste ai lati della calandra, paraurti incurvati, enjoliveurs delle ruote totalmente cromati, volante speciale, marca Brooklands, e abitacolo lussuoso con tappezzeria di pelle di elevata qualità.

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